Gita alle Cinque Terre!

Ebbene sì, nonostante qui si parli maggiormente di Firenze, sarà pur concesso fare ogni tanto una divagazione sui nostri vicini? Specie quando c’è stato un ponte così bello, alla faccia delle previsioni…

La Liguria è una regione affascinante e le Cinque Terre sono le sue seducenti ambasciatrici: era da tempo che volevo farci un giretto, coniugando passeggiate con, ovviamente, buon cibo e buon bere!

Per andarci, vi consiglio caldamente il treno che, oltre a servire frequentemente tutti i comuni delle Cinque Terre, vi libera dal problema di dove lasciare l’auto, date le ristrette dimensioni del territorio (che bello, qui niente caos motoristico!).

Quindi prima fermata: Vernazza, subitaneo impatto con la folla di turisti, per lo più stranieri, che sono rigurgitati da ogni strada, stradetta, vicolo o carrugio (così si chiamano qui): aiuto, un’invasione! E i Liguri non si sono fatti scappare questa opportunità: negozi di cianfrusaglie ovunque, ristoranti ovunque, prezzi altissimi per qualsiasi cosa, ma riusciremo comunque a trovare la tua anima nascosta da qualche parte!

Dal corso principale, arrivati alla farmacia, si gira a sinistra e si comincia la salita verso l’inizio del sentiero n.2, il famoso Sentiero Azzurro, oggetto di cult fra i camminatori romantici (il sentiero, infatti, nel tratto fra Manarola e Riomaggiore si chiama la Via dell’Amore: tutto un programma!) e, purtroppo, chiuso in diversi tratti a causa delle frequenti frane (e della scarsa manutenzione direi io..). L’unico tratto attualmente percorribile è quello che da Vernazza va verso Monterosso e viceversa (per gli altri dovremo aspettare almeno il 2017!!!).

Arriviamo, dunque, all’inizio del sentiero dove scopriamo che per camminare (e faticare) nella natura si deve pagare la bella cifra di € 7,50 a persona: “eh, sa, per limitare il grosso afflusso di persone, poi ci vogliono soldi per la manutenzione..” Sì, certo, penso io, manutenzione ottima..poi sicuramente, i giapponesi, gli americani, i russi vengono fin qui per essere dissuasi facilmente dal prezzo del biglietto! In tutto questo chi impreca vistosamente per il prezzo sono un gruppo di amici genovesi, notoriamente di braccio corto, che piangeranno dei soldi andati per tutta la durata del percorso! (In ogni caso solo il sentiero 2 è a pagamento, invece tutti i sentieri che passano da dietro, lontani dal mare, sono gratuiti).

E vabbè, siam qui, la natura è appetitosa, andiamo! Subito una bella salita, con gradoni di pietra che diventano più alti ad ogni passo, orde di persone che dettano il loro ritmo, scambi claustrofobici con le persone che vengono nel senso opposto…però, poi, ti volti e vedi questo…

Vernazza dall'alto!
Vernazza dall’alto!

Wow, si resta basiti e tu non vorresti scattare la foto dal punto in cui tutti si fermano a fare la stessa identica cosa, ma come si può resistere a cotanto richiamo?!

Poi mentre il sudore ti accalca spregevolmente la fronte e gli occhi, senti i profumi della rigogliosa vegetazione, delle ginestre, le zagare, le vigne che maestosamente si impongono..

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Il sentiero è davvero bello, direi alla portata di tutti, io non sono certo chissà che sportiva o altro…le perplessità vengono solo quando vedi persone (ma sarebbe più corretto psicopatici) che salgono con neonati in braccio o cagnolini al guinzaglio: voglio dire “ma non capisci che basta inciampare e, splot, frittata di poppante?!” “Ma ce l’hai un cervello, cavolo? Quel quadrupede minuscolo nessuno lo vede, un pestone, e via, giù dal dirupo!”. L’apice lo raggiungiamo con una sadica madre che si trascina dietro una bambina di 4 anni e a cui falsamente chiede “Tesoro ce la fai?” La bambina, piagnucolando “no, mamma, è troppo faticoso, torniamo indietrooooo” “NO, CAMMINA, SI VA E BASTA!”.

Mostro ipocrita.

In 2 orette si arriva finalmente a Monterosso, l’unica dei Comuni delle Cinque Terre ad avere una spiaggia sabbiosa, eh eh…

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E’ ora di pranzo, la camminata mi ha messo addosso una fame selvaggia, giriamo per il corso principale finchè vedo una notevole coda fuori da un panificio: quello che ci vuole! Nell’attesa vanamente speri di avere la possibilità di mangiare tutte quelle meraviglie messe in mostra, in primis la focaccia di Recco, ma poi al tuo turno, i pezzi forti sono già tutti prenotati dalle persone prima di te: e vabbè, accontentiamoci (ma va bene eccome!) di due pezzi di farinata, due tranci di pizza al pesto e due focacce alle cipolle alla modica cifra di € 4,50 (ora capisco la coda..).

La mitica focacceria!
La mitica focacceria!

Poi si girella un po’ per le strade, sono davvero belli i negozi che vendono oggetti di ceramica, in particolare Fabbrica d’Arte Monterosso,  interessante anche una bottega che vende pesto artigianale con un packaging “cool”, un vasetto per due porzioni costa € 4.

acciughe di ceramica!
acciughe di ceramica!

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Ci incamminiamo verso Via Fegina, ovvero il litorale di Monterosso, in cui spicca il Convento di Monterosso, classificato nel 2014 al 1° posto nei “luoghi del cuore” dal FAI. Sotto il ponte della ferrovia, un affollato carretto che vende polpette di baccalà e acciughe fritte, averlo visto prima! La Vagabonda!

il menu della Vagabonda
il menu della Vagabonda

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Tempo per riposarsi in spiaggia al Bagno Stella Marina (ombrellone e 2 lettini a € 15 per tutto il pomeriggio) e poi lotta per un posto sul treno (vi consiglio di fare sempre il biglietto con largo anticipo..) per arrivare nella romantica Manarola, secondo me la più bella delle Cinque Terre.

Basta guardarla per capire.

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Ci viene a prendere il ragazzo dell’affittacamere che abbiamo scelto (ardua impresa, visto che Manarola era quasi tutta prenotata da settimane e i prezzi sono “quelli 5 terre..), Rio Groppo, nella parte alta del paese, situato sopra un fiumiciattolo che regala un sottofondo narcotico unico! (altri alloggi che vi consiglio sono la Vigna di Gigi, Aria di Mare e Baranin).

Manarola è letteralmente abbracciata dalle vigne circostanti, sembra di poterle toccare con un dito! La camminata lungo il mare è a dir poco sensazionale e, secondo me, DEVE essere fatta al tramonto! Peccato che a un certo punto, in direzione Vernazza sia chiusa per le frane avvenute..(vi ricorderete la terribile alluvione che ha colpito le Cinque Terre nel 2011, ci sono foto delle devastazioni in diversi punti..).

la chiesa di Manarola
la chiesa di Manarola

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Dal sentiero lungo il mare si sale a Punta Bonfiglio, il punto più alto e panoramico in cui dei volontari hanno creato un giardino meraviglioso che loro, infatti, chiamano angolo di paradiso.

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E lì, non possono che tornare in mente le strofe di Eugenio Montale che era ligure (la sua villa è a Monterosso) e che da qualche parte ho letto che amava camminare sui sentieri delle Cinque Terre, ma solo ed esclusivamente in abito scuro!

“Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.”

Sotto questo paradiso, un bel localino, il Nessun Dorma,  gestito da uno staff giovane e molto gentile, in cui fermarsi a prendere un aperitivo, magari in uno dei tavolini a picco sul mare. Qualche proposta di vino locale a bicchiere e cocktail intriganti, di cui ho provato appunto il “Nessun Dorma”, a base di batida di cocco, anguria, menta e rum, servito assieme a qualche stuzzichino..

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Una camminata inerpicandosi poi su Via Belvedere che termina con una piazzetta panoramica dedicata a Montale, e poi a cena all’ora del tramonto al mitico Billy, una tappa imperdibile di cui avevo letto in precedenza e che avevo già prenotato da qualche giorno…Non fatevelo scappare, un posto incantevole (prenotate per il tavolo nella terrazza), dove i camerieri, gentilissimi, sono dei veri e propri personaggi, amichevoli ma senza essere invadenti, che hanno fatto sentire tutte le persone del ristorante come se fossimo lì di casa, rendendo quasi naturale chiacchierare con i propri vicini (senza però mai invadere la privacy!).

Spettacolare ‘antipasto composto da 12 portate diverse (a memoria: alici marinate al limone, tonno con cipolle di Tropea, baccalà  mantecato, crespelle gamberetti e besciamella, acciuga e burro, panellina di ceci, polpettine di pesce..)

Super slurp!

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Il tutto accompagnato da un vino bianco locale, Cinque Terre di Cantina Crovara, quasi sapido all’inizio e poi floreale, per poi farci viziare dai primi di pasta fresca fatti in casa, i tagliolini alla Billy, con pomodori, pinoli e gamberi, e una pasta fresca di cui non ricordo il nome agli scampi!

E qui l’intermezzo comico: una ragazza che aspettava da sola il proprio fidanzato ha invitato tutti i presenti a fare un ricco applauso al ritardatario il quale ha, però, conquistato il nostro sostegno quando ha mostrato a  tutti noi le bellissime foto da lui fatte al tramonto: certe cose non possono aspettare!

E finire, poi, con una torta “Anacaprese” al limone e cioccolato bianco, accompagnato da un bicchierino di Sciachetrà, il costoso vino da meditazione che viene prodotto solo da queste parti, in quelle vigne arrampicate che abbiamo visto nella nostra camminata..un po’ ricorda il Vin Santo, ma solo un po’ eh…

Il tocco di grazia, un digestivo alla liquirizia e peperoncino offerto dai mitici camerieri!

Il tour è finito, e  la Fiorentinaschiacciata se ne torna con il treno in quel di Firenze, forse un po’ ondeggiando dopo tutto quel vino…

Alla prossima!

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